Isabella Angelantoni

M.Giuseppina Malfatti


Morris and the Preraffaelites, Jheronimus Bosch, oriental tales, a dreamlike fantasy world emerges from the pen of Isabella Angelantoni Geiger, who creates disturbing but fascinating images with elegant and secure lines. They are childhood memories, they are small stories told by themselves that are bound by harmony, beauty, but also, sometimes, a hint of cruelty. They wink at stories already sung, echoing distant motives. Desire and nostalgia seem to guide the careful hand that barely lifts up from the page in order to express hope and existential pain.
Isabella is also an architect and her compositions are small in order to highlight the search for structure, like Ariadne’s thread in the labryinth, as if construction is necessary in order to clarify her sense of doing.
And then there is the theme of the Invisible Cities of the beloved Calvino, recurrent and often dominant, which she finds necessary to give form and rationality to emotions.
We expect to continue to be surprised by this imaginative and whimsical artist who should not forget her double nature, sweet and devilish , like the lucky stellar encounter of her zodiacal sign from which a happy hand proceeds.

Morris e i Preraffaeliti, Jheronimus Bosch, le favole orientali, tutto un mondo onirico e di fantasia esce dalla penna di Isabella Angelantoni che crea con tratto elegante e sicuro immagini inquietanti di grande fascino. Sono ricordi d’infanzia, sono mondi sognati fatti di fiori, di stelle, di lacrime, sono piccole storie narrate per sé che hanno come cifra unitaria armonia, bellezza , ma anche, sottilmente, crudeltà. Ammiccano a storie già cantate, riecheggiano motivi lontani, desiderio e nostalgia sembrano guidare la mano attenta che quasi non si stacca dal foglio per poter continuare a cantare speranze e dolore esistenziale.

Ma Isabella è anche architetto, non manca  nelle sue composizioni, sempre di piccolo formato per essere meglio dominate, la ricerca della struttura, il filo d’Arianna del labirinto, la costruzione come necessità per chiarire a se stessa il senso del suo fare. E allora ecco il tema delle Città Invisibili dell’amato Calvino, ricorrente e a volte dominante, necessario per dare forma e razionalità alle emozioni.

Ci aspettiamo ancora di essere sorpresi da questa artista fantasiosa ed estrosa che non dovrebbe dimenticare la sua natura doppia, dolce e luciferina come il fortunato incontro astrale del suo segno zodiacale dal quale procede una mano felice.

M.Giuseppina Malfatti


Morris e i Preraffaeliti, Jheronimus Bosch, le favole orientali, tutto un mondo onirico e di fantasia esce dalla penna di Isabella Angelantoni che crea con tratto elegante e sicuro immagini inquietanti di grande fascino. Sono ricordi d’infanzia, sono mondi sognati fatti di fiori, di stelle, di lacrime, sono piccole storie narrate per sé che hanno come cifra unitaria armonia, bellezza , ma anche, sottilmente, crudeltà. Ammiccano a storie già cantate, riecheggiano motivi lontani, desiderio e nostalgia sembrano guidare la mano attenta che quasi non si stacca dal foglio per poter continuare a cantare speranze e dolore esistenziale.

Ma Isabella è anche architetto, non manca  nelle sue composizioni, sempre di piccolo formato per essere meglio dominate, la ricerca della struttura, il filo d’Arianna del labirinto, la costruzione come necessità per chiarire a se stessa il senso del suo fare. E allora ecco il tema delle Città Invisibili dell’amato Calvino, ricorrente e a volte dominante, necessario per dare forma e razionalità alle emozioni.

Ci aspettiamo ancora di essere sorpresi da questa artista fantasiosa ed estrosa che non dovrebbe dimenticare la sua natura doppia, dolce e luciferina come il fortunato incontro astrale del suo segno zodiacale dal quale procede una mano felice.

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